Grazie Presidente Mattarella!

Grazie Presidente Mattarella!

La libertà di stampa non è un dato acquisito: è il risultato di un equilibrio fragile, che va continuamente difeso

 

Grazie Presidente Mattarella, grazie per ricordare che la libertà di stampa non è un privilegio della categoria, ma una condizione essenziale della democrazia.

Il nostro Capo di Stato ha trasformato un incontro al Quirinale, con gli studenti delle scuole di giornalismo, in una presa di posizione chiara ed estremamente importante, in un’epoca in cui la stampa libera è sotto pressione crescente, spesso silenziosa ma sistematica.

Mattarella ha parlato di “informazione libera e indipendente” come premessa della democrazia. Non è una formula retorica. È una constatazione che, oggi più che mai, rischia di essere svuotata nei fatti.

In molte parti del mondo – e non solo nei regimi autoritari – il giornalismo è stretto in una morsa. Da un lato la politica, che tende a delegittimare, attaccare o aggirare il lavoro dei media quando questi risultano scomodi. Dall’altro la criminalità organizzata, che continua a intimidire e minacciare chi indaga su interessi illeciti. E poi la morsa economica che spesso finisce per condizionare la linea dell’informazione.

Il risultato è una progressiva riduzione degli spazi di autonomia. Non sempre visibile, ma reale.

Nel suo discorso, il Capo dello Stato ha insistito su un punto cruciale: il giornalista non è un semplice produttore di contenuti, ma un “testimone di verità”. Una definizione che oggi suona quasi controcorrente, in un ecosistema dominato da algoritmi, piattaforme e “pseudo verità”.

È qui che si gioca la partita democratica: nella qualità dell’informazione, nella sua indipendenza. Il problema diventa ancora più profondo quando il potere informativo si sposta verso pochi grandi attori globali, spesso fuori da ogni reale controllo democratico.

In questo scenario, la stampa tradizionale – già indebolita economicamente – si trova a competere in condizioni asimmetriche, con margini di manovra sempre più ristretti.

Ecco perché il richiamo di Mattarella alle responsabilità degli editori, delle istituzioni e dei cittadini non è accessorio: è parte integrante di un sistema che, se uno solo dei suoi elementi cede, trascinando con sé l’informazione, compromette l’intero impianto democratico.

Quando il Presidente della Repubblica interviene su questi temi, esercita una funzione di garanzia che va oltre le parole. Dimostra la consapevolezza che la libertà di stampa non è un dato acquisito: è il risultato di un equilibrio fragile, che va continuamente difeso.

Per questo l’intervento di Mattarella non è solo un discorso ai futuri giornalisti. È un monito rivolto a tutti: senza una stampa libera, autonoma e protetta, la democrazia perde il suo respiro.